Nel mondo ma non del mondo, liberi nel pensiero e nei sentimenti...perchè avere paura di pensare liberamente ? Perchè aspettare che qualcuno pensi per noi? Lo abbiamo un cervello per informarci e scegliere e un cuore per sentire?

LETTERA ALLA TURCHIA
La Turchia chiede di far parte della comunità europea, di essa fa parte l'Italia. Sul Corriere della Sera di Lunedi leggo un articolo su Orhan Pamuk e il ( presunto) genocidio degli Armeni. Si fa riferimento ad una Turchia intollerante che impedisce alle altre etnie e credi differenti di vivere e operare. Non mi pronuncio sulla questione armena poichè l'ho studiata poco, posso dire invece che la questione kurda (e anche lì si parla di massacri e razzismo) l'ho trovata solo pompata per via di questi motivi: uno stato kurdo non è mai esistito essendo un popolo di origini nomadi sparso dalle coste del mediterraneo a quelle dell'oceano indiano quindi non si vede come si possa rivendicare un territorio kurdo in Turchia ( il kurdistan era stato disegnato dagli inglesi durante l'occupazione coloniale). La repressione al pkk che rivendicava questo territorio mi risulta una legittima autodifesa rispetto all'ingerenza della unione sovietica che sosteneva i terroristi. Mai c'è stata, mi risulta, repressione dei kurdi in quanto tali: i kurdi integrati (ossia non ostili) hanno assunto posti di rilievo in tutti i campi, dalla politica all'amministrazione. Poi ancora io ho visto in Turchia centinaia di chiese cristiane operanti e attive così come sinagoghe, piena libertà di culto, mentre in Italia c'è una sola moschea a Roma e polemiche ed intolleranza a non finire per la costruzione di una nuova a Milano o a Genova. Potessi dire qualcosa a un turco gli direi: ma sapete cosa c'è in Italia? Nonostante questo governo stia cercando di ripristinare timidamente un pò di legalità ed aggiustare i bilanci ( ma ci vuol poco che ritorni completamente in mano a un liberismo mafioso-fascista) sappiate che la libertà di vivere e pensare secondo onestà e giustizia in Italia esiste solo a chiacchiere. Per libertà qui si intende fare quello che si vuole e metterlo in quel posto agli altri. Non sapete cosa rischiano i giornalisti e i giudici che vanno a toccare il legame mafia e politica, mafia e amministrazione, mafia e imprenditoria o semplicemente rendono note le informazioni giudiziarie. Quasi sempre qui tutto si sfiora ma mai si dice apertamente. Qui la maggioranza dei giornalisti sono comprati e alle dipendenze di un partito/impresa, e si è cercato si cerca di imbavagliare l'indipendenza della magistratura e dell'informazione. E' un paese dove i politici che dovrebbero stare in galera godono di immunità, ma così anche nella pubblica amministrazione. Si può rubare alla comunità e non lavorare continuando a prendere lo stipendio (sempre a danno della comunità, del NOI, che in Italia non si sa cosa significhi ). Un paese dove il senso civile e sociale che voi tanto giustamente amate e rispettate è costantemente deriso dal motto che il mondo è dei furbi, di chi frega gli altri: qui ci si frega gli uni con gli altri e siccome si finisce per essere tutti un pò sporchi si è tutti ricattabili, tutti pronti a coprirsi. L'Italia e' un popolo che ama vivere nella merda, nel senso che con questa mentalità ognuno finisce per rimetterci in un modo o nell'altro, in quanto si è comunque dipendenti del benessere o del malessere collettivo. Ogni paese ha le sue certezze, voi avete la certezza della pena per chi truffa la collettività noi la certezza della prescrizione (almeno se si ha soldi per pagare "buoni" avvocati ), e per mal che vada si va in politica e si cambia qualche legge per proteggersi il di dietro. Purtroppo, dicendo questo, non si generalizza qualche caso particolare ma si descrive un andazzo: è il paese delle lobbi, degli interessi dei gruppi sul bene comune, è il paese delle raccomandazioni, di una mano che lava l'altra, di una legge che è uguale per tutti quelli che hanno i soldi e l'appoggio per permettersela. In Italia ci sono anche persone oneste e sane, di grande cultura e capacità, gente che chiede il ripristino della legalità a cominciare dalla politica, persone che non si lasciano intontire dalla reclame e dagli spot mediatici. Ma non vi illudete : rischiate a stare con l'Italia. Avrete i vostri problemi tra laicità e religione come da noi, errori del passato che fan parte della fisiologia storica umana, ma avete una tradizione di tolleranza e di civismo che qui è ancora un sogno, qui si parla, si parla, si parla troppo e si ruba, si ruba e si ruba in tutti i settori pubblici. La lista dei casi specifici non finisce più, diventa statistica e finchè rimane un pò di libertà qualche comico (siamo ridotti a cercare tra i giullari la veritò dei palazzi di corte...) o qualche giornalista coraggioso ne parla (reporter, anno-zero, le iene...) ma se non ne parlasse, non per questo la spazzatura, pur nascosta avrà cessato di esistere, anzi...